il David di Bernini, Galileo e Urbano VIII: il Barocco romano

Nel 1633 lo scienziato Galileo Galilei, autore dell'opera Dialogo sui massimi sistemi fu costretto ad abiurare pubblicamente le sue teorie sul moto dei corpi celesti, per decisone di papa Urbano VIII Barberini, avendo per lungo tempo lavorato ad una teoria così stupefacente e innovativa, ma non accettata dalla Chiesa cattolica; prima di quell'anno, tra papa Urbano VIII e Galileo Galilei correva buon sangue, di fatti da cardinale, Maffeo Barberini, futuro Urbano VIII, appoggiava le idee dell'eminente scienziato purché fossero relegate all'ambito matematico; dopo l'abiura pero' lo stesso moto ed espansione dell'universo riceverà un grande cambio di prospettiva: non solo diventerà la base del movimento barocco, ma sarà oltremodo appoggiato dallo stesso papa Barberini sotto cui lo scienziato toscano dovette fare un passo in dietro di fronte la chiesa cattolica; quel tripudio di putti che sovrabbondano ed escono dai loro limiti nella maggior parte delle cupole delle chiese romane, hanno lo scopo di indicare si il movimento, ma anche oltrepassarlo, come se il mondo non avesse confini e si cielo e terra si toccassero in qualche modo; non c'è più una divisone tra finito ed infinito; e questo caratterizzerà tutto il periodo barocco incarnato in gran parte da Gian Lorenzo Bernini, nella scultura, nell'architettura e anche nella pittura; di certo l'ambito dove tutti noi ricordiamo l'artista napoletano è proprio la scultura; un esempio abbastanza chiaro dell'"infinito spazio barocco" è rappresentato in una delle opere piu' note di Bernini, il David; scolpita nel 1623 su commissione di Alessandro Peretti, alla morte di quest'ultimo venne prontamente acquistata da Scipione Borghese per la sua galleria; tema biblico tratto ampliamente in epoca rinascimentale ( basta ricordare il David di Michelangelo), in cui veniva rappresentato il momento successivo alla morte di Golia, ecco che Bernini stravolge tutto: David è in procinto di lanciare la fionda, non ha ancora ucciso Golia, i suoi muscoli sono tesi, il gesto i l'azione sta per compiersi e non è compiuta; se ci soffermiamo sull'espressione del volto del David quel labbro socchiuso ci da l'idea del gesto potente che sta per compiere; e qui arriva la tridimensionalità e il movimento barocco: Golia non lo vediamo, lo immaginiamo difronte al giovane, di fronte a David proprio per le caratteristiche sopra dette; l'opera non ha confini, si muove anche se ferma e con l'aggiunta di Golia immaginariamente, ecco che i limiti non vi sono più, così come gli studi del moto dell'universo del Galileo, di un mondo che lentamente sta cambiando la sua prospettiva rispetto al più rigido e geometrico Rinascimento.


ENGLISH


In 1633 the scientist Galileo Galilei, author of the work Dialogue on The Highest Systems was forced to abjure his theories on the motion of celestial bodies, by decision of pope Urban VIII Barberini, having for a long time worked on this theory so astonishing and innovative, but not accepted by the Catholic Church; before that year, between Pope Urban VIII and Galileo Galilei there was a good relationship, in fact as a cardinal, Maffeo Barberini, future pope Urban VIII, supported the ideas of the eminent scientist as long as they were relegated to the mathematical field; After the abjuration, however, the same movement and expansion of the universe will receive a great change of perspective: not only it will become the basis of the Baroque movement, but it will be overly supported by Pope Barberini himself under which the Tuscan scientist had to step behind in front of the Catholic Church; that riot of putti that overflow and come out of their limits in most of the domes of the Roman churches, they aim to indicate sure movement, but also to go beyond it, as if the world had no borders and sky and earth touched each other somehow; there is no longer a division between finite and infinite; and this will characterize the whole Baroque period embodied in large part by Gian Lorenzo Bernini, in sculpture, architecture and even painting; certainly the area where we all remember the Neapolitan artist is precisely sculpture; a fairly clear example of the "infinite Baroque space" is represented in one of Bernini's best-known artworks, the David; carved in 1623 on the commission of Alessandro Peretti, on the death of the latter was promptly purchased by Scipione Borghese for his gallery; Biblical theme drawn extensively in the Renaissance era (just remember Michelangelo's David), in which the moment following Goliath's death was represented usually, here Bernini twists everything: David is about to throw the slingshot, he has not yet killed Goliath, his muscles are tense, the gesture, the action is about to take place and it is not accomplished; if we dwell on the expression of David's face, that ajar lips, it gives us the idea of the powerful gesture he is about to perform; and here comes the three-dimensionality and the Baroque movement: we do not see Goliath, we imagine it in front of the young man, in front of David precisely because of the characteristics we said previously ; the work has no boundaries, it moves even if it stops and with the addition of Goliath imaginary; the limits are no longer there, as well as the studies of the motions of the Galileo, the universe, world the it's society of the time is slowly changing its perspective compared to the more rigid and geometric Renaissance.


0 views
  • Instagram

©2020 by Laura Spinelli. Proudly created by lauraromeguide