San Giovanni Decollato: la chiesa dei condannati a morte

Il 24 giugno viene celebrata la festa di San Giovanni Battista e la chiesa che viene in mente pensando a questo Santo per Roma è di certo il complesso di San Giovanni decollato, dotato di chiesa, convento con chiostro e oratorio, grande esempio di manierismo fiorentino a Roma; l'Arciconfraternita della Misericordia nasce dalla volontà di un gruppo di laici di assistere i condannati a morte spiritualmente fino al patibolo, prima della loro esecuzione; nel 1488 grazie a papa Innocenzo VIII, a questa confraternita viene data l'antica chiesa di Santa Maria de Fovea che successivamente divenne il complesso di San Giovanni Decollato; l'Arciconfraternita dedicò la chiesa a San Giovanni Battista, patrono dei fiorentini, il giorno 24 giugno giorno del santo patrono; una volta terminata la chiesa, alla fine del XVI secolo, Clemente VIII nel XVII secolo, fece costruire un chiostro nel quale sono visibili le fosse comuni dei condannati a morte qui sepolti. Vennero coperte lastre sulle quali è scritto:“Domine, cum veneris iudicare, noli me condemnare” (Signore, quando verrai a giudicare, non condannarmi); si racconta che le fosse erano distinte a seconda se il condannato si fosse pentito realmente o meno: per i primi vi erano le fosse del chiostro ma per gli eretici non c'era scampo: venivano utilizzate le fosse presso la zona di Muro Torto. Relativamente alla chiesa, essa è ad un'unica navata con tre nicchie per lato, affrescate da grandi nomi del manierismo toscano del XVI secolo tra cui Jacopino del Conte, Francesco Salviati e Pirro Ligorio; questi tre grandi sono sono gli autori del grandioso oratorio di cui il complesso è noto: pitture con declinazioni raffaellesche e michelangiolesche sulle pareti fino ad arrivare alla maestosa pala d'altare, una Deposizione della Croce, opera di Jacopino del Conte databile al 1551; in ultimo è doveroso citare una cosiddetta "camera segreta" nel complesso, dove sono conservati rarissimi cimeli come l'inginocchiatoio utilizzato da Beatrice Cenci prima della sua esecuzione, registri con elenchi delle esecuzioni ed inoltre la condanna a morte di Giordano Bruno.


St John the Beheaded: the church of the condemned to death


On June 24th is celebrated the feast of St. John the Baptist and the church that comes to mind thinking of this saint is certainly the complex of St. John the Beheaded, equipped with church, convent with cloister and oratory, great example of Florentine mannerism in Rome; the Archconfraternity of Mercy arises from the will of a group of lay people to assist the condemned to death spiritually to the gallows, before their execution; In 1488, thanks to Pope Innocent VIII, this brotherhood was given the ancient church of St. Mary de Fovea which later became the complex of St. John the Beheaded; the Archconfraternity dedicated the church to St. John the Baptist, patron saint of Florentines, on June 24, day of the patron saint; After the church was finished at the end of the 16th century, Clement VIII in the 17th century built a cloister in which the mass graves of those sentenced to death buried here are visible. They were covered slabs on which it is written: "Domine, cum veneris iudicare, noli me condemnare" (Lord, when you come to judge, do not condemn me); it is said that the pits were distinct depending on whether the condemned had really repented or not: for the first there were the pits of the cloister but for the heretics there was no escape: the pits were used at the area of "Torto Wall". With regard to the church, it is in a single aisle with three niches on each side, frescoed by great names of 16th-century Tuscan mannerism including Jacopino del Conte, Francesco Salviati and Pirro Ligorio; these three great are the authors of the grandiose oratory of which the complex is known: paintings with raffaellesque and michelangiolesche variations on the walls until you get to the majestic altarpiece, a Deposition of the Cross, the work of Jacopino del Count dated to 1551; Finally, it is necessary to mention a so-called "secret room" in the complex, where very rare heirlooms are preserved such as the kneeling used by Beatrice Cenci before his execution, records with lists of executions and also the death sentence of Giordano Bruno.






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