Santa Maria degli Angeli e dei Martiri: la basilica di Michelangelo

La risistemazione dell'area centrale delle terme di Diocleziano adibite anticamente a frigidarium, fu affidata a Michelangelo nel 1562 per volere di papa Pio IV, nello stesso periodo in cui l'artista toscano stava lavorando alla nuova basilica di San Pietro; la chiesa nacque dopo la bolla pontificia di papa Pio IV del 27 luglio 1561 in cui prese il nome di "Beatissimae Virgini et omnium Angelorum et Martyrum; la dedica alla Vergine Maria e agli Angeli è dovuta ad una particolare avvenimento legato alla figura di Antonio del Duca, zio del fedele discepolo di Michelangelo, Jacopo del Duca; Antonio desiderò ardentemente la costruzione di una chiesa già a partire dal 1541, quando ebbe una visione dove vide luce e neve provenire dalle terme di Diocleziano insieme a sette martiri (Saturnino, Ciriaco, Largo, Smaragdo, Sisinnio, Trasone e papa Marcello. Convinto che avrebbe dovuto erigere un tempio dedicato agli angeli, segnò, proprio nelle colonne dell'antico frigidarium, il nome di sette Angeli; il successivo papa Paolo III, non sostenne l'idea di costruire proprio in quel luogo una chiesa e Antonio del Duca dovette attendere il papato di Giulio III per veder realizzati i suoi sogni: i nipoti del papa costruirono un recinto di caccia e maneggio per cavalli all'interno delle terme; ma è solo con papa Paolo IV che si ebbero le condizioni per erigere una basilica. Michelangelo inziò a lavorare nell'area delle terme adibite al tepidarium, restaurandole e mantenendo un atteggiamento di protezione delle antichità romane, una visione alquanto moderna per l'epoca. Lavorò su tre campate contigue, coperte a crociera, a cui furono poi annesse due cappelle laterali. Ma i lavori non terminano con Michelangelo ma proseguono nei secoli successivi, con Luigi Vanvitelli che inizia ad operare nelle terme di Diocleziano nel 1750 circa aggiungendo maggior decorazione rispetto alla sobrietà precedentemente scelta da Michelangelo; fu proprio il Vanvitelli a risistemare la facciata, che presenta portale a timpano, tipologia architettonica tipica delle strutture termali della roma antica; non solo: il Vanvitelli fece portare alcune grandi pale d'altare Vaticane che nella Basilica di San Pietro erano state sostituite da copie in mosaico per ragioni di protezione, creando nella basilica di Santa Maria degli Angeli una piccola pinacoteca con opere meravigliose quali ad esempio, Martirio di San Sebastiano del Domenichino, alla Caduta di Simon Mago di Pompeo Batoni, al Battesimo di Gesù di Carlo Maratta, alla Messa di San Basilio di Pierre Subleyras. Non dimentichiamo la presenza della all'interno della chiesa, della meridiana nel transetto sinistro, lunga 48, 89 metri e "servì a regolare gli orologi di Romafino al 1846 quando il cannone cominciò ad annunciare il mezzodì» come indica un epigrafe collocata in basilica; sono sepolti personaggi come Salvator Rosa, Carlo Maratta, e papa Pio IV. Attualmente viene utilizzata per cerimonie dello Stato e fu elevata a basilica minore nel 1920 da papa Benedetto XV.


ENGLISH


Saint Mary of Angels and Martyrs: Michelangelo's basilica



The reorganization of the central area of the Diocletian thermal bath, an area used in the past as frigidarium, was entrusted to Michelangelo in 1562 at the behest of Pope Pius IV, at the same time when the Tuscan artist was working on the new basilica of St. Peter; the church was born after the papal bull of Pope Pius IV of July 27, 1561, in which it d took the name "Beatissimae Virgini et omnium Angelorum et Martyrum; the dedication to the Virgin Mary and the Angels is due to a particular event related to the figure of Antonio del Duca, uncle of Michelangelo's faithful disciple, Jacopo del Duca; Antonio longed for the construction of a church as early as 1541, when he had a vision where he saw light and snow coming from the baths of Diocletian along with seven martyrs (Saturnino, Ciriaco, Largo, Smaragdo, Sisinnio, Tarasone, and Pope Marcello. Convinced that he should erect a temple dedicated to angels, he marked, precisely in the columns of the ancient frigidarium, the name of seven Angels; the next Pope Paul III did not support the idea of building a church there, and Antonio del Duca had to wait for the papacy of Julius III to see his dreams come true: the pope's grandchildren built a hunting and horse riding enclosure inside the baths, but it was only with Pope Paul IV that the conditions were in place to erect a basilica. Michelangelo began to work in the area of the baths used for the tepidarium, restoring them and maintaining an attitude of protection of Roman antiquities, a rather modern vision for the time. He worked on three contiguous spans, covered with cruising, to which two side chapels were then attached. But the works did not end with Michelangelo but continued in the following centuries, with Luigi Vanvitelli beginning to operate in the baths of Diocletian in 1750 adding more decoration than the sobriety previously chosen by Michelangelo; it was the Vanvitelli that rearranged the facade, which features an eardrum portal, an architectural type typical of the thermal structures of the ancient roman; Vanvitelli brought even some large Vatican altarpieces that in St. Peter's Basilica had been replaced by mosaic copies for protection reasons, creating in the basilica of Santa Maria Degli Angeli a small gallery with wonderful works of art such as, for example, Martyrdom of St. Sebastian by Domenichino, the Fall of Simon Mago painted by Pompeo Batoni, the Baptism of Jesus by Carlo Maratta, and at the Mass of St. Basil by Pierre Subleyras. Let’s do not forget the presence inside of the church, of the sundial in the left transect, 48,89 meters long and "served to regulate the clocks of Rome until to 1846 when the cannon began to announce the half-dis" as indicated by an epigraph placed in the basilica such as Salvator Rosa, Carlo Maratta, and Pope Pius IV is buried there. It is currently used for state ceremonies and was elevated to a minor basilica in 1920 by Pope Benedict XV.

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